stream of consciousness e contraddizioni
Io ne voglio uno. Qui. Ora.
La commozione (sì, commozione, cinici del cazzo che hanno eletto della gente a governarmi che non vorrei vedere neanche dipinta, che dice una sequela di puttanate una peggio dell'altra ogni giorno che passa da faticare a starci dietro, che ne pensa di ancora peggiori e che ne fa di inconcepibilmente abominevoli) che mi suscita l'ascolto di queste parole è diametralmente opposta al senso di frustrazione disperata di fronte all'ineluttabile che ho provato in quest'altro momento, che la mia menticina malata fa coincidere con l'inizio della fine, con l'incombere del buio prima dell'oscurità totale, dell'oblio. Obama blabla, non so nulla: ma mi sembra un maledettissimo raggio di luce.
http://it.youtube.com/watch?v=tSskAmAYWWY
(l'incorporamente del video è stato disattivo su richiesta di non so chi, perciò fate la fatica di copincollare)
E lascio a chi ne è capace l'eloquenza forbita e delicata, al contempo incisiva e potentissima, che dovrebbe essere propria di ogni leader democratico che non sia un buffone impomatato. A me viene solo da cristonare, e divento scurrile perchè devo sfogarmi. Lascio ai grandi, grandissimi comici l'arte di incarnare il peggio per esorcizzarlo, talvolta - porca puttana - invano. Mi limito a dedicare, a questa merdosa classe politica cieca sorda ma maledizione non muta, a questa manica di grandissimi intrallazzoni figli di troia, una magnifica canzone che è inquietante come loro, perchè non invecchia mai.

Che bello sarebbe fottersi cervello e orecchie alla ricerca di QUEL suono. Dilapidare l’intero patrimonio della casa discografica che ti ha dato fiducia. Poterti guardare le scarpe per tutto il concerto. Essere uno stronzo figlio di puttana con chi ti chiede perché perché perché. Concepire il rosa perfetto. Registrare una roba del genere e poi strafottersene. Scomparire. Morire, chissenefrega.


Il basket italiano non se la passa troppo bene.
In effetti non so perchè io non abbia mai parlato di basket qui sopra. Forse perchè so che non frega un bel niente a nessuno. Ma c'è un sacco di gente che pontifica dappertutto su cose che non mi tangono e quindi non vedo perchè io non debba sparare qualche minchiata su uno sport che adoro non da ieri e nemmeno dall'altroieri.
Innanzitutto: sì, è vero, il basket italiano non è in formissima. Qualità di gioco molto bassa, grandi società allo sbaraglio, nessuna coesione all'interno della Lega nè una direzione chiara...non stupisce che la poca gente che lo segue sia più invogliata a rivolgere la propria attenzione al di là dell'oceano (nonostante il magnifico -cogliete l'ironia please - The Minis, produzione italiana con "grande" star trasversale tra cinema e basket Dennis Rodman, doppiato per l'occasione da Fabbio Cannavaro, il che mi fa ricordare di aver visto 5 minuti di Shaolin Soccer in preda alla smania da zapping e di aver vomitato bile per qualche settimana).
Anche perchè, e solo in questo paese poteva succedere, la copertura televisiva quest'anno è pesantemente sbilanciata: su Sportitalia c'è praticamente una partita NBA al giorno, con tanto di highlights delle altre gare e nottate intere di NBA-TV, con salti nel passato e dirette dal presente. Aggiungici Sky e il discorso precedente sui vari problemi che affligono la pallacanestro italiana e la frittata è fatta.
Perdipiù, l'NBA non perde mai un colpo. Anzi, quest'anno pare ancora più stuzzicante, incerta e spettacolare. E un pezzetto d'Italia è finito pure lì, il che rende il tutto ancora più interessante.
Questione Bargnani

A me ha sempre fatto impazzire: un giocatore completo, capace di giocare spalle a canestro ma soprattutto di aprire il campo con i tiri da tre. In più difensore strabiliante e molto atletico. Perciò ero fiducioso per la sua avventura negli states. Invece...invece l'inizio della seconda stagione (per quanto riguarda la prima non ci si poteva obiettivamente aspettare di più) sembra piuttosto difficile. Il problema più evidente è che non gli entra molto, ma io l'ho visto soprattutto poco reattivo e quasi involuto in difesa.
Ecco la questione che secondo me riguarda anche Belinelli: quello che manca ancora loro è la reattività mentale adatta. Ma è ovvio che debbano abituarsi ai ritmi.
Per Belinelli il discorso è più complesso, con una premessa dovuta: non mi è mai piaciuto. Che non fosse irresistibile in difesa già lo si sapeva (ma io userei il termine insostenibile, dopo che quest'estate mi ha fatto sbraitare in armeno per come si aggirava tentoni con la maglia della nazionale, manco fosse ivo il tardivo), e l'avventura americana finora l'ha confermato (a parte il fatto che molti non-dinfesori in Europa poi là diventano apprezzati proprio per la difesa - vedi Ginobili). Il guaio è che è ancora un attaccante monodimensionale, e per questo poco pericoloso. Non può permettersi di dipendere dalla sua serata al tiro, deve aggiungere qualche freccia al suo arco.
Magari questo diventerà lo spazio in cui poter dare sfogo alla mia unica vera passione sportiva, magari testimonierò eventuali esperimenti culinari, magari quest'affare continuerà la sua superflua esistenza vivendo di stenti, come ha sempre fatto.
Però...se avete visto Shaolin Soccer, se avete intenzione di gustarvi The Minis...e se non avete visto questa cosa, vi prego: guardatela. Su Mtv, a qualche ora, forse dopo pranzo, forse incastrato tra i vari Hogans e Ousbornes, c'è

ovvero una schifosissima viziatella che organizza il proprio sedicesimo compleanno: questo programma ne documenta le gesta, dalla preparazione al party vero e proprio. E allora via, in un turbine di nefandezze assortite: vestiti placcati oro da 20.000 dollari, schiere di lacchè pronti a farsi sodomizzare per una manciata di verdoni e l'immancabile macchinone da centinaia di migliaia di dollari condito da squittii di falsa sorpresa e ohmygod. Ma c'è molto di più: le varie incazzature perchè il papino/zerbino non riesce a contattare Jay-Z, 50 Cent o chissà quale altra star del piffero per convincerlo a esibirsi in una festa di sedicenni ormonanti, la rabbia totale, la frustrazione abissale che deriva dall'impossibilità di trovare un vestito abbastanza tronfio e pacchiano da poterlo esibire in giro con la certezza di apparire nel migliore dei modi, madri burattino che slacciano il borsello a ogni cenno della pargola adorata. E poi: la competizione con le coetanee da surclassare e umiliare, eserciti di adolescenti che non hanno mai visto la sgallettata in questione ma che proclamano la sua superiorità indiscussa sul resto dei mortali, la totale onnipotenza di una ragazzina che sarebbe comunissima se solo non se ne andasse in giro con un rotolo di banconote con cui schiaffeggiare chiunque...e l'aspetto più sconcertante di tutto questo teatrino degli orrori è che la poverina sa di essere una viziata paraculo, e certe volte lo ammette anche.
Insomma, è davvero indescrivibile. Va guardato. E' inquietante, avvilente, scioccante.
Bene, ho finito le cose da dire.
Noi dormivamo...la cosa che ci piaceva veramente era dormire come bambini. Tutto il giorno.
(Me and you and everyone we know)
Un sogno diverso ogni volta che gli occhi si chiudono. Io che chiedo un biglietto del bus e finisco intrappolato in un dedalo di porte colorate. Svegliarsi per scoprire di non averne veramente bisogno. Allora rigirarsi un po', ricordarsi che il tepore sotto le coperte proviene da un altro corpo, per poi ricaderci subito.
Please don't spoil my day
I'm miles away
And after all
I'm only sleeping
Vulnerabile è la parola giusta. Ancora di più se la colonna portante che tiene su il palazzo attualmente non è disponibile. Se cade anche solo un pezzo di intonaco, il vuoto rimasto crea un'eco pazzesca.
Non esiste corazza che possa nascondere la fragilità di chiunque di noi. E' anzi probabile che più si cerchi di celarla più questa farà il bello e il cattivo tempo.
Non so se sia per colpa del bernoccolo che ho in fronte dovuto a un boccione d'acqua da 20 litri, o per colpa di quello che ho sulla nuca causato da una tripla paradisiaca e illusoria, non so se sia per colpa di un tempo decisamente odioso che mi mette addosso un freddo indicibile e mi fa starnutire a catinelle, o se sia colpa mia che non sono abituato ad attendere notizie, non so se sia dovuto all'aver perso l'abitudine di fare i conti con un computer vecchio e tremendamente lento che sembra volermi intralciare in tutti i modi. Non so se sia dovuto ai mesi di sfiga ininterrotta che non accennano ad avvicinarsi a una conclusione. Sta di fatto che mi sento strano, odio Belinelli e Lakovic, amerò per sempre Mordente e Soragna, Steve McQueen e i cowboy falliti su nastro sgranato inframezzati dalla pubblicità dello shampoo Clear di venticinque anni fa, l'uomo che vuole mille chitarre e mi chiede tutti i giorni se c'è qualcuno ancora vivo là fuori, nonchè l'idiota che ha venduto Third/Sisters lovers nel negozio di dischi usati del centro. Ah già, e odio anche un'altra cosa:
Io: non so, domani alle 19 devo essere a casa
Igor: come mai?
Io: beh c'è Italia - Francia
Igor: no guarda che è sabato
Io: no no, è domani
Igor: cazzo, sul serio? (faccina sconvolta)
Io: dai Igor, dovresti conoscermi ormai, non me ne frega un cazzo della vostra stupida nazionale di calcio, e neanche del maledetto calcio di per sè. Domani c'è Italia-Francia sul serio, ma di basket, non sapevo nemmeno che dovessero giocare le due nazionali di calcio.
(conversazione leggermente romanzata ma non troppo, e decisamente cafona)
E a questo proposito, vi avverto (ma chi?) che ho deciso di prolungare la vita di questo coso per qualche giorno ancora scrivendo un bel post per celebrare il mio decennale amore per il più grande sport del mondo (punto).
Mica è così difficile tenere vivo e attivo un blog. Ci riesce chiunque. Sul serio, davvero chiunque.
E' che non ho granchè da dire. Piuttosto: ce l'avrei, è più la voglia a mancare. Preferisco lasciare che questo coso affondi nell'abbandono piuttosto che dare sfogo a ogni becero bla bla che spinge per uscire. Perchè tanto io Spiderman lo amo comunque, e gli Spurs vincono che è una meraviglia, e i Wilco sono il più grande gruppo del mondo, e a quest'ora la finale della Champions League sarà finita e io non ne so nulla. Perchè tanto respiro e cammino anch'io, e ho per forza le mie incomprensioni qui, i miei dolori lì, le mie felicità là. Ma non sento il benchè minimo bisogno di parlarne. Forse perchè questo modo di parlare di sè sostanzialmente mi aliena. Non ho un interlocutore. Ovviamente questo mi rende perfettamente etichettabile come anti-tecnologico e antidiluviano, conservatore reazionario pazzo omicida in quanto romantico e credulone, abbraccialberi scarsamente cinico e per questo destinato a soccombere in un mondo che ha premi solo per i forti vincenti integerrimi splendidi coerentissimi più unici che rari. Però adesso prendo e scrivo a un amico lontano che non sento da un po', e che mi manca. E che io affoghi nella melassa, linciatemi tutti, magnifici vati, interpreti prevedibili di una verità assoluta che non si trova che in voi stessi. Tutti insieme. Ma anche io, con chi cazzo me la sto prendendo...è molto probabile che questo blog stia sparando le sue ultime cartucce. Lascio a voi che ci capite il senso della lite. Litigate tutti, sbranatevi, ignoratevi, insultatevi, massacratevi, sparlatevi, infinocchiatevi, separatevi. Che io adesso prendo e scrivo a un amico lontano, eh. A me, fricchettone spaesato, patetico rifiuto dell'umanità, una cosa del genere soddisfa ancora parecchio.

assholes
beppe grillo
BESTERBERG!
cozza
daniele
eels
elena
elo
enri
enri of the dial
fede
garagepop
garry
gava gava hey
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hamilton
john dorian
juri
kalporz
la band
la bibbia per gli occhi
la bibbia per le orecchie
luca castelli
lucio
manu
marci
non-sense-weltgeist
singing for the lonely
sullina
we hate illinois nazis

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